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Monumenti archeologici
Dolmen
e Menhir
Con la crescita di nuove
"coscienze" ambientalistico-culturali,si
sente continuamente parlare di nuovi rinvenimenti di Dolmen e Menhir
nel Salento .Uno tra i molti,quello esistente a Felline,a base
rettangolare, incorporato in un muro a secco che recinge il fondo
chiamato appunto "Ninfeo". Il nome trae origine
dall'antica fama di essere stato ricco di verdi e ombrosi antri che
continuamente distillavano acqua, cinto di ameni boschi e di selve
di olivastri. La leggenda lo voleva un tempo abitato dalle Ninfe e
dal Dio Pan. Se ne trovano un po' dovunque in tutto il
Salento (Melissano,Racale,Taviano,Casarano,Ruffano,Giurdignano,
Muro Leccese, Gemini,Martano,Maglie,Carpignano,Melpignano ecc...) Grotte
Il carsismo è un fenomeno tipico del Salento e questo ha favorito
la formazione di grotte e insediamenti di carattere rupestre che
affondano le radici nella preistoria. La penisola Salentina è
infatti costellata da grotte millenarie che hanno restituito
testimonianze di vitale importanza per ricostruire il passato più
remoto non solo di queste zone, ma dell’intera area mediterranea.
Sulla sponda adriatica troviamo la Grotta della Poesia a Roca,un
vero paradiso naturale e la neolitica Grotta dei Cervi a Porto
Badisco, uno dei più importanti monumenti d’arte pittorica
rupestre d’Europa con oltre 3000 pittogrammi.
Proseguendo lungo la litoranea,a Castro,la Grotta Romanelli d’età
paleolitica graffiti simbolici a carattere sessuale mentre,sempre a
Castro,la Grotta della Zinzulusa racchiude un vivacissimo spettacolo
di stalattiti e stalagmiti.
Necropoli
Interessante sito archeologico scoperto di recente (Marzo 1996) da
un gruppo di giovani casaranesi.La necropoli medievale è ubicata in
località "Cisternella" a Casarano(LE) , a due passi dal
ponte costruito sulla linea ferroviaria per Lecce. Si dovrebbe
trattare della necropoli dell' antico borgo di Casaranello che viene
fatta risalire al VIII - XIII secolo in quanto il rinvenimento delle
ossa ha consentito di datare con certezza l'epoca a cui essa risale.Le
circa venti tombe ritrovate sono orientate secondo l'asse est-ovest,
hanno una forma trapezoidale, sono complete di poggiatesta scavato
nella roccia e sono tipiche dell'epoca paleocristiana -
altomedievale. All'interno è stato ritrovato sia materiale ceramico
in frantumi che ossa umane. Altre importanti necropoli,sono ubicate
a Ugento.La Necropoli situata in località Sant'Antonio, vicino alla
Cripta del Crocifisso, sulla strada provinciale che da Ugento porta
a Casarano e Melissano; occupa una fascia di terreno interna alle
mura Messapiche.La zona era adibita a tale uso, già intorno alla
metà del VI secolo a.C., come testimonia il corredo di una tomba.Il
resto della Necropoli é datato invece al IV secolo a.C.Le tombe
sono del tipo a semicamera intonacate e decorate a pittura con
motivi geometrici a due colori, rosso e blu, ed anno orientamento
Nord-Ovest, Sud-Est.
Vengono svolte su richiesta delle visite guidate da parte di un
gruppo volontario di giovani
Torri
Costiere
Altro capitolo importante è quello che vede il Salento al centro
delle mire espansionistiche dei Turchi. Un avvenimento tristemente
memorabile è quello che coinvolse Otranto, nel 1480 attaccata e
saccheggiata da una poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, la
cui resistenza venne punita con l'uccisione di ottocento abitanti.
Fu questo uno degli episodi che diede l'avvio alla costruzione delle
torri di guardia sotto gli Spagnoli. Realizzate a partire dal '500,
sotto il regno di Carlo V, le torri costiere costituivano un sistema
di avvistamento che consentiva di approntare difese di emergenza in
occasione di incursioni dal mare. Queste torri sono tuttora visibili
lungo gran parte della costa pugliese in tutta la costa Salentina,sia
Jonica che Adriatica in particolare, conserva in buona parte integra
la struttura delle costruzioni.
I
Castelli
I castelli del Salento sono distribuiti con una certa regolarità
sul territorio, anche se si può notare una maggiore concentrazione
sul versante adriatico, a causa delle continue minacce rappresentate
dai pirati e dalla flotta turca. Siccome ciascun castello presenta
delle peculiarità che lo distinguono dagli altri, risulta molto
difficile descriverli tutti; ne citeremo pertanto alcuni tra i più
interessanti. Castello di Lecce,
intitolato a Carlo V, edificato nel 1537
inglobando il precedente castello normanno.Il castello
di Gallipoli, sulla costa ionica, presenta un impianto
tipicamente aragonese con possenti torri cilindriche scarpate ed è
posto a difesa del porto e della cittadella, edificata su un
isolotto e protetta da una imponente cinta muraria. Sul versante
adriatico, il castello di Otranto, attorno
al quale riecheggiano ancora i sanguinosi avvenimenti del 1480, fu
saccheggiato e distrutto dai turchi, prima di essere ricostruito da
abili architetti che lo dotarono di possenti torri cilindriche, in
perfetto stile aragonese e di uno spuntone che si protende verso il
porto.
Chiese
e Cattedrali
Il Salento è una terra dolce che custodisce le tracce di una
religiosità pura e autentica, nella quale sacro e profano,
cristianesimo e paganesimo convivono esaltandosi a vicenda. Ogni
centro, anche il più piccolo, conserva le reliquie del proprio
santo patrono al quale si attribuiscono miracoli portentosi che la
fede del popolo ha ricompensato con la costruzione di edifici
culturali molto suggestivi. Elencarli tutti è un compito assai
arduo, ma ne citeremo alcuni tra i più interessanti, a
testimonianza di una fede che sfida il tempo, mantenendosi
inalterata. Partiamo dai luoghi di culto legati alla tradizione
bizantina:
Carpignano Salentino - cripta di Santa Cristina
della metà del X secolo;
Muro Leccese - chiesetta di Santa Marina del X
secolo;
Vaste - cripta dei Santi Stefani del IX-X secolo;
Otranto - chiesetta di San Pietro, cattedrale
della città in epoca bizantina.
All’avvento dei Normanni e alla diffusione del Romanico prima e
del Gotico poi, sono legati alcuni incantevoli luoghi di culto:
Otranto - basilica dell’Annunziata (la
cattedrale) del 1088, con la suggestiva cripta e lo splendido
mosaico pavimentale del XII secolo;
Squinzano - abbazia di Santa Maria di Cerrate del
XI-XII secolo;
Galatina - chiesa di Santa Caterina
d’Alessandria nella quale si conserva il principale ciclo
pittorico tardo gotico dell’intera Puglia;
Soleto - chiesa di Santo Stefano con il ricco
programma pittorico.
Molte chiese del periodo rinascimentale vengono trasformate dalla
bizzarria del Barocco Leccese che “inonda” le facciate degli
edifici (religiosi e civili) con motivi vegetali, fantastici,
protomi umane e animali che fondono insieme motivi cristiani con
reminiscenze pagane:
Lecce – basilica di Santa Croce, Cattedrale,
chiesa del Carmine;
Gallipoli – chiesa del Rosario, chiesa di
Sant’Agata;
Galatone – santuario del Crocefisso della Pietà;
Nardò – chiesa di San Domenico.
Il Settecento vanta una chiesa nella quale sacro e profano, civiltà
cristiana e culti legati alla Madre Terra si fondono più che in
ogni altro luogo, la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a
Galatina, luogo di guarigione per le “tarantate” che vi si
recavano per ricevere l’esorcismo da San Paolo.
Questa è solo una lista molto ristretta dei luoghi sacri nei
quali si respira tutta l’anima antica del Salento, una lista che
non rende adeguata giustizia alla profondità della fede, la quale
parla ancora oggi tutte quelle lingue che in questi luoghi si sono
incontrate, scontrate e sovrapposte, facendo di questa terra una
terra unica.
SCRITTO DA EMANUELE PASCA
La
civiltà del bianco
Sono
queste pietre, insieme con altre originalissime costruzioni come i
forni, i frantoi ipogei di Vernole, di Sternatia, di Copertino, di
Cutrofiano, di Morciano di Leuca, di Gallipoli e di Galatina, le
torri colombaie, le neviere di Lecce, di Trepuzzi, di Calimera, di
Acaja, le pozzelle, i cisternoni, i trulli ad ogiva di Specchia,
di Otranto, e di Borgagne, i pagliari di Calimera e di Martano, i
ripari a gradoni del Capo di Leuca, gli apiari, i fantasiosi pozzi
artesiani e le migliaia di ripari stagionali in pietra disseminati
in ogni angolo della provincia, a creare quella civiltà
del bianco che è il vero, unico e definitivo elemento
discriminante del Salento in tutto il mondo. Bianco, eredità
greca e mediterranea, che trova nelle pietre (dalle architetture
primordiali fino a quelle religiose, civili e militari) la sua più
stupefacente e sempre viva interpretazione.
Da non tralasciare le cripte bizantine, le masserie
fortificate, i frantoi ipogei e le case a corte del
Salento che sono una tappa obbligata per il turismo culturale, ma
anche per quel viaggiatore che intendesse ricercare in questi
luoghi le radici di una religiosità pura e autentica.
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